Che cos’è la Verità?

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La taw, ultima lettera dell’alfabeto ebraico, e accanto  un resto fossile di serpente dotato di zampe risalente a 65 milioni di anni fa. Che cosa hanno in comune?

“Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzati le gambe e portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,  ma uno dei soldati gli colpi’ il fianco con una lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli dice sa che dice il vero, perché voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: non gli sarà spezzato alcun osso”(Gv,19,31-36)

Attingendo allo sterminato bagaglio di sapienza che ci hanno preparato i nostri fratelli maggiori nella fede gli ebrei, millenni prima di Cristo, sono stato letteralmente folgorato dalla Luce di tale Tradizione, prendendo coscienza di quanto non avessi mai nemmeno lontanamente compreso la natura più profonda di questo passo, mille volte letto, mille volte ascoltato…

L’alfabeto ebraico è probabilmente uno dei più profondi e complessi sviluppato mai da civiltà umana (un po’ come lo è il calendario Maya nella misura del tempo).

Le 22 lettere che lo compongono rappresentano per la Tradizione i mattoni stessi usati da Dio nella creazione e ognuna di esse è considerato uno strumento attraverso il quale un intero settore della creazione è stato formato.(22 è il numero che approssima in difetto la circonferenza di un cerchio di diametro 7 che è il numero chiave della creazione).

Tutta la tradizione ebraica in effetti attribuisce al proprio alfabeto un triplice valore:spirituale, etico, e psicologico che non si riscontra in alcuna altra lingua.

Lo studio del simbolismo, della forma, del valore numerico e degli insegnamenti legati a ogni lettera ha ricoperto un ruolo fondamentale per tutti i grandi saggi della tradizione. Ogni lettera deve essere studiata su tre piani: forma, suono e valore numerico.

Ma ciascuna singola lettera inoltre non può essere solo studiata singolarmente perchè concorre in modo complementare alle altre a edificare il senso più profondo della parola che compone. Possiamo quindi dire, usando le parole di Rav Tzvi Inbal che:Il rapporto esistente tra l’alfabeto ebraico e le parole della lingua ebraica è uguale a quello che lega gli elementi chimici alle formule… La lingua ebraica non ha nulla di arbitrario; al contrario, è una descrizione precisa e matematica dei fenomeni che rappresenta”.

 Mi è capitato quasi per caso  di soffermarmi a riflettere sull’ultima di queste lettere la taw,ת  il cui significato nella tradizione rabbinica esprime:la verità, compimento, perfezione.

La parola Verità in ebraico  אמת  [emet] ha in se stessa la taw ת  ma, a differenza della maggioranza delle altre parole, tale significato è espresso nell’ultima lettera della parola(si legge da destra verso sinistra), questo per esprimere la natura più profonda della stessa che, anche se in principio è calpestata, sputata, crocifissa o uccisa alla distanza….. ha una forza invincibile.

Ora, tutte  le lettere della “emet” אמת  non è un caso che poggino su basi solide, su delle gambe potremmo dire, mentre al contrario le lettere della parola “falso”[seqer] שקר in ebraico poggiano su un solo punto, sono instabili, non stanno in piedi da sole.Il proverbio italiano “Le bugie hanno le gambe corte” deriva con tutta probabilità da questo stesso concetto ebraico : “Šeqer en la ragalim” (le bugie non hanno gambe).

 La Verità quindi ancor di più dal giorno della  “maledizione biblica” possiamo dire che per sua natura è capace di tenersi in piedi da Se, sulle sue proprie gambe perché possiede in Se l’essere, a differenza della “seqer” e del suo padre che metaforicamente la incarna.Il serpente, primo ingannatore, è di fatto rappresentato come un animale che striscia, cammina sul suo ventre e non è dotato di zampe o gambe, poiché non ha (o meglio ha perso) in se stesso la Verità.

Ma è lecito domandarsi se le abbia mai avute?

Esistono racconti ebraici , come il Midrash  “Bereshit Rabbah”  del testo di Genesi dove i serpenti sono rappresentati con le zampe. Del resto la maledizione che si trova in Genesi

“Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita(Gen 3, 14)

presuppone per pura coerenza logica un tempo precedente nel quale i serpenti a mo’ delle lucertole dovevano camminare sulle proprie gambe.

Ora l’ermeneutica del testo biblico è quella di un testo mitologico non storico, e non gli possono essere attribuite categorie storico-temporali cosi come oggi le intendiamo noi, ma è altrettanto vero che la concretezza della mentalità semitica nel quale è maturato impone di tenere fortemente conto del fatto che una tangibile attinenza con la realtà tale testo la doveva necessariamente e concretamente avere nella mente “ispirata” degli autori.

Tornando ai giorni nostri  e’ interessante e straordinariamente affascinante prendere atto che l’enigma scientifico circa la reale natura originaria dei serpenti (se di animali di terra o di acqua e poi evoluti sulla terra ferma) sembra essere stato, se non sciolto definitivamente, fortemente  orientato da uno studio fatto dall’Università di san Paolo conseguente al rinvenimento di fossili di serpenti di 65 milioni di anni dotati di zampe(*) allontanando la teoria che milioni di anni fa questi rettili fossero animali marini, in perfetta coerenza con il testo Genesi che vuole che ci sia stato un preciso momento nel quale tutto questo sia avvenuto: la maledizione biblica.

Ora anche se le nostre categorie storico temporali  non possono essere applicate al testo biblico mitologico, sembra esserci stato  veramente un momento storico (o evoluzionistico) preciso nel quale i serpenti hanno perso le zampe, hanno cominciato a strisciare sul proprio ventre così come la menzogna che dal basso ha penetrato il cuore dell’uomo inquinando da li poi tutta la terra.

Sembra davvero dunque che in una qualche misura la natura spirituale della menzogna, e quella naturale del serpente che ha perso le zampe, si siano evolute quantomeno con la stessa coerenza del testo biblico.

 “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”Mt (11,25)

 Inoltre il serpente prima della maledizione biblica reggendosi sulle sue gambe doveva essere particolarmente insidioso per Adamo ed Eva perché appare travestito di autenticità: sembra infatti completare in se la profondità già espressa dalla ת aggiungendole una caratteristica in più: la natura umile della verità e di chi solo la può trovare: i piccoli, gli unici che, in piedi ad altezza terra ma senza strisciare, la vanno cercando…

Quella maledizione dunque, amputandone le zampe, è come se in un certo senso avesse smascherato definitivamente  la natura travestita, strisciante e bassa, cioè falsamente umile, della menzogna.

E’ interessante riflettere sul fatto che la parola “Fede” (in ebraico emunah) vuol dire proprio “Poggiare il proprio peso su qualcosa per avere stabilità”.Essa è davvero indissolubilmente legata a quella taw ת, che per sua natura e forma si regge in piedi  da sola: si può appoggiare tutto il proprio peso esistenziale solo su qualcosa che è capace di autosostenersi.

La Verità può essere uccisa certo, ma anche uccidendola rimane in piedi, com’è avvenuto per Cristo appeso sulla croce.

Può essere trafitta, calpestata, derisa, crocifissa, sputata…..ma resta sempre in piedi.

 L’alfabeto ebraico quindi nella sua tradizione millenaria secoli prima di Cristo, esprimeva in nuce, nella forma di quell’ ultima lettera, il pieno compimento in Lui di tutto… a Lui a cui non furono spezzate le gambe, perché non Gli potevano essere spezzate…

Lui di fatto teneva in piedi tutte le scritture, rappresentava  il compimento di tutta la Torah, di tutta la Promessa antica che solo su di Lui poggiava….e la Verità si può uccidere…. ma non le si possono spezzare le gambe perchè su quelle stesse gambe dovrà rimettersi in piedi: Risorgerà

 Leonardo

 

(*)http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/serpente-con-zampe/serpente-con-zampe/serpente-con-zampe.html

 

Che cos’è la Verità?ultima modifica: 2015-05-22T13:21:24+02:00da gerbertus
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