Le meraviglie di Lourdes

Bernadette Soubirou:quel chicco di grano che morendo sfamerà il mondo

 

Bernadette.png“Se la santa Vergine ha scelto me è perché ero la più povera e ignorante. Se ne avesse trovata un’altra più ignorante avrebbe scelto lei” (Bernadette nel processo canonico su Lourdes)

 

Il corpo di Bernadette intatto e incorrotto da 139 anni anche nei suoi organi interni. A detta di chi l’ha toccata “elastico come quello di persona viva”

Era un giovedì grasso quell’11 Febbraio del 1858.

Un giovedì qualunque, eloquentemente e misteriosamente banale come cento, mille altri, scivolati distrattamente nel mare dell’oblio dal fiume vorticoso della storia di Francia.

L’imperatore Napoleone III e tutta l’intellighenzia laica e anticristiana stava già preparando il paese ai festeggiamenti per il centenario della nascita di quel Maximilien Roberspierre che aveva sostituito il culto e l’adorazione di Cristo con quello della “Dea Ragione”.

Il cuore della Francia si apprestava a festeggiare l’esponente più decantato del Terrore e dei suoi massacri, così come i vapori evanescenti e fugaci dell’incipiente carnevale, mentre il Cielo cercava il più piccolo e insignificante “si” per farsi antidoto ai veleni che proprio da li lo spirito della modernità avrebbe piacevolmente fatto bere a mezza Europa.   

L’anno successivo nel 1859, Charles Darwin avrebbe pubblicato “L’origine delle specie” che, ben al di là delle sue stesse intenzioni sarebbe stato la base dell’ateismo scientifico, politico, e ideologico moderno fermentando, nella forma in cui il mondo li ha conosciuti, sia il marx-leninismo che il nazionalsocialismo, e sul cui testo poggerà tutta la negazione “scientifica” di un Dio creatore.

Quattro anni dopo nel 1862 Ernest Renan avrebbe pubblicato la “Vita di Gesù”, che avrebbe evaporato la fede in Cristo in un patetico e commovente filantropismo umanista, seminando il dubbio menzognero, riciclatosi e mai estinto,  sull’attendibilità storica degli stessi Vangeli per masse intere.

Nove anni dopo nel 1867 Karl Marx avrebbe pubblicato “il Capitale”, indicando nella Chiesa Cattolica il baluardo principale da abbattere per superare l’alienazione nel Cielo delle masse popolari.

Quel tempo, quel luogo, e quella società sarebbe stato l’oggetto accorato dell’Amore e della Compassione del Cielo per l’umanità malata,in pericolo, come mai prima di allora.

Una umilissima pastorella semianalfabeta, denutrita, e asmatica(per via del colera contratto anni prima) con un buco nello stomaco, un vestito di stracci ed una medaglietta miracolosa da 2 soldi legata al collo usci sorridente come sempre quel giorno, verso le 11 del mattino. Avrebbe voluto andare a scuola come gli altri bimbi ma non poteva, doveva aiutare la sua  famiglia a tirare avanti.I Soubirou, si sa, erano i più poveri a Lourdes..

Con lei c’era la sorellina ed un’amichetta e insieme decisero di andare a cercare un po’ di legna e qualche osso da rivendere alla stracciaiola del paese.

Aveva ai piedi le uniche calze (bucate e rattoppate dall’amorosa mamma Louise) della famiglia.

Le spettavano per essere la più gracile e debole di salute.

Al ritorno avrebbe trovato la solita zuppa amara di erbe calde come sostanza e cibo dell’intera giornata.

In tasca aveva il suo più grande tesoro: un rosario legato con uno spago regalatole dalla zia, che tutte le sere recitava amorosamente con la sua famiglia.

Aveva 14 anni ed un mese, e per via della denutrizione e delle malattie era in ritardo con lo sviluppo e non aveva ancora iniziato il suo ciclo femminile.

Era figlia di artigiani decaduti, di mugnai falliti, caduti in miseria per aver fatto troppe volte la carità o forse, diremmo noi, credito alla cieca, fidandosi ingenuamente di chi la farina gratuitamente dai Soubirous l’avrebbe presa… Ma mai pagata.

Mamma Louise era malignamente apostrofata come “bevona” dalle malelingue del paese (malgrado non lo fosse) perchè a volte, per fame, sceglieva un bicchiere di vino che abbondava per ingannare i morsi della fame di  un tozzo di pane che mancava.

Il papà Francoise appena  l’anno prima era stato imprigionato, per via di un paio di sacchi di farina che erano spariti e di cui non si era mai trovato il colpevole ma che, a detta del commissario Jacomet, doveva aver rubato lui per forza vista la miseria e la fame della sua famiglia…

Di fatto era innocente ma fu rilasciato per pietà,per permettergli di sfamare la sua “misera” famiglia .

Vivevano ormai da tre inverni nel misero “cachot”, l’antica prigione, abbandonata dalle autorità perché considerata malsana persino per i prigionieri temporanei di Lourdes.

14 metri quadri in una buia e gelida stanza, due letti per una famiglia di 6 persone, senza armadi, senza acqua corrente e con la compagnia dei parassiti portati li dagli immigrati spagnoli che  decenni prima erano venuti a Lourdes per lavorare come manovali nelle cave di pietra .

14 metri quadri di fetore, con due finestre con le sbarre che davano su un letamaio i cui miasmi avvelenavano i polmoni di tutti, specialmente di quel tesoro di bimba la cui asma proprio per questo peggiorava ogni giorno di più.

Le sbarre arrugginite di quel minuscolo pertugio diventavano per lei l’unico patibolo a cui aggrapparsi durante le spaventose crisi d’asma.

Cercava aria nell’agonia del soffocamento ma non poteva che respirare gli immondi miasmi del letamaio su cui affacciava il cachot.

 Si volevano bene i Soubirous, un gran bene …..

E la miseria nella quale erano caduti non diminuiva, semmai cementava con la calce granitica della preghiera il mistero di amore che li univa.

“Quando giungeva la sera, noi sentivamo che i Soubirous dicevano il Santo Rosario: pregavano tutti insieme, spesso senza aver mangiato, perché non avevano niente tanto erano poveri; e la voce dei bambini si univa a quella dei genitori” testimonieranno in seguito gli abitanti di Lourdes.

Avrebbe scelto lei la Regina della Pace.

Avrebbe trasformato la sua voce infantile, facilmente interrotta dai colpi di tosse e di asma, nel più potente Apostolo e megafono soprannaturale dell’umanità. Sarebbe stata la debolezza di quel fragile  fiore a rivelare agli uomini l’Amore di Suo Figlio in quell’Europa imprigionata nei miasmi delle filosofie hegeliane e delle derivate massonerie illuministe, traghettatrici del mondo verso 2 guerre mondiali.

Avrebbe scelto di darle del “voi” la Regina della Pace rivolgendosi a lei, come mai nessuno l’aveva chiamata prima, a quella che per tutti era Bernadette, “figlia dei falliti Soubirous”.

Avrebbe scelto l’ignoranza e il semianalfabetismo di quella innocente pastorella della Bigorre per rivelarsi essere “L’Immacolata Concezione”, a lei che nemmeno sapeva cosa volesse dire.

Avrebbe scelto l’umile dialetto della Bigorre per comunicare con lei e non il francese imperiale di cui la rampante borghesia liberale sciovinisticamente si faceva motivo di vanto e orgoglio nazionale.

Avrebbe scelto le sue gracili spalle per far nascere li il Santuario dove si sarebbero amministrate  più comunioni e più confessioni e che sarebbe stato il più visitato dai pellegrini di tutto mondo. Da quello stesso seme sarebbe nata  anche quella Medjugorje, a cui l’umanità assetata di oggi si abbevera.

La Regina della Cielo portò a Lourdes l’urgenza più grande che affamava allora come oggi il cuore di tutti gli uomini:la Pace.

Nei sei mesi delle apparizioni (dal Febbraio al Luglio 1858) li si verificò un evento a cui solo la miopia di una mente scientemente faziosa non sa  attribuire alcun significato.

In quei sei mesi appunto nel distretto giudiziario, anche grande,  a cui apparteneva Lourdes non si verificò alcun tipo di reato e nessuno venne incarcerato.

Non era mai accaduto nulla del genere ne mai più sarebbe accaduto non solo in quel distretto ma in nessun altro della Francia.

“Maria è la sintesi del tempo, questo segmento tra due eternità. Nella sua Concezione Immacolata c’è lo stato anteriore alla catastrofe di Adamo.Nella sua Assunzione al Cielo è lo stato terminale dell’umanità, quel ritorno del Figlio che Ella anticipa. E’ Lei la creatura dell’inizio e della fine” (Jean Guitton)

La Vergine si sarebbe mostrata a lei più piccola di tutti (una dodicenne, forse meno), significando nella sua “Immacolata Concezione” la freschezza dell’umanità prima della caduta.

Con Bernadette in quella grotta avrebbe riso, scherzato, pregato, e a lei avrebbe confidato i suoi segreti (portandola, quando questo accadeva, nell’interno della grotta).

Già, perchè anche  Bernadette non era solo la più piccola di tutti nella scala sociale, ma con i suoi 143 cm davvero era anche fisicamente il fiore più piccolo di tutta Lourdes.

Orrore per la mentalità dell’ottocentesca cultura religiosa dell’epoca che pretendeva una Madonna adulta (semmai ve ne fosse una) educata, ben vestita e dall’impeccabile accento francese, perfettamente conforme ai miseri  schematismi  dell’emergente borghesia liberale.

Che orrore una Vergine che si fa bambina per parlare il linguaggio dei bambini coi bambini !!!

Menzogna abilmente traghettata fino ad oggi quando si pensa che la statua che da più di un secolo è sull’ogiva dove posò i piedi la Vergine è alta 170 cm (ben 30 più di Colei che li davvero apparve) e rappresenta una donna e non una fanciulla. Bernadette stessa dispiaciuta per un’immagine così distante dal vero disse di lei allo scultore polacco che la realizzò :“Non è abbastanza sorridente,non è abbastanza esile,non è abbastanza piccola, non è abbastanza giovane,”.

Il Cielo, come sempre, avrebbe scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti,e ciò che nel mondo è debole per confondere i forti.

Il 1858 non è l’anno in cui l’evento più importante è stato l’accordo di Plombieres tra Napoleone III e Cavour come gli storici positivi pensano e come ci hanno fatto studiare a scuola.

Il 1858 è il principio del tempo della Misericordia per la modernità in cui il Cielo si è chinato per curare la terra, l’umanità malata.

Bernadette, come ognuno di noi, aveva l’impronta del soprannaturale incisa nelle cicatrici della vita.

Sarebbe nata da un mugnaio, per diventare come quel chicco di grano che solo se viene macinato  produce molto frutto.

Una badante le avrebbe dato il latte, sostituendosi ad una mamma che  per via di un’imprevista ustione al seno non avrebbe potuto nutrirla adeguatamente neppure in fasce. Sarebbe  stata infatti la sua “vera” Mamma, quella Celeste, a darle il latte soprannaturale, unico alimento insostituibile della sua esistenza.

La sua umiltà bagnata dalla Grazia sarebbe stata la scaturigine di quella sorgente soprannaturale che avrebbe fatto  piegare le ginocchia a milioni di uomini, beneficandoli col sacramento della confessione, come mai ne prima ne altrove.

La fame, che aveva patito con amorosa docilità, anch’essa trasfigurata dalla Grazia, avrebbe nutrito il bisogno di eternità  degli uomini, sfamati a decine di milioni nel santuario dove sono amministrate più eucarestie al mondo.

I tormenti delle sue malattie sarebbero stato lo scalpello con cui Dio avrebbe inciso la parola eternità  sulla sua carne incorrotta,disegnando con lei la storia di salvezza della modernità impazzita.

Quella storia che i grandi e i potenti si illudono di scrivere nel mondo, spazzati via come polvere nei loro sepolcri dal vento della storia.

 

Leonardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le meraviglie di Lourdesultima modifica: 2013-02-10T21:51:00+01:00da gerbertus
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