Betlemme,la casa del pane, della carne, ma per tutti della Pace

Betlemme la “Casa del Pane” della “Carne” ma per tutti della Pace

Betlemme.doc

Sono trascorsi solo pochi giorni dalla festa dell’Epifania e in questi giorni sono arrivato a Betlemme come i Magi, provenendo dall’Oriente di me stesso portato li dove all’orizzonte.. quella Stella avrebbe congiunto il Cielo con la terra.

Sembra che da millenni la città natale del Signore contenesse al suo interno un mistero che superava di gran lunga  i secoli e la terra stessa che la contiene.

 

Betlemme in  ebraico בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem] significa letteralmente “Casa del Pane”.

Già mille e quattrocento anni prima di Cristo quell’insignificante cittadina della Giudea conteneva nel suo nome la profezia di Colui che li nascendo avrebbe dato al mondo il “Pane degli Angeli” del Suo Corpo.

Da 2 millenni è una città che incarna nei suoi simboli e nei suoi significati più profondi la “Pace” o meglio, la sua disperata ricerca in una terra la Palestina, da sempre teatro di guerra.

 

“Non sono venuto a portare la pace, ma la spada”

(Matteo 10,34)

In quella terra davvero si è compiuta questa parola non potendo esistere Pace senza Verità e li la Verità non è stata accolta .

Da 1700 anni almeno però la Basilica della Natività è l’eccezione che conferma la regola in quella terra martoriata.

Li sant’Elena, madre di Costantino, volle far erigere nel 326 la basilica della Natività, due secoli dopo abbellita da Giustiniano.

Li dove il Re della Pace avrebbe preso un corpo, cominciando da quell’istante a soffrire come ognuno di noi, li infatti…. si sarebbero fermati gli eserciti di tutti.

 

Nel 614 i soldati persiani del re Cosroe arrivarono davanti alla basilica, avevano già preparato le loro balestre e le torce incendiarie ma improvvisamente si fermarono; gli occhi fissi alla facciata: in alto, un mosaico rappresentava un corteo di uomini vestiti alla maniera persiana. Riconobbero nei Magi la loro stessa gente e risparmiarono l’edificio.

 

Pochi anni dopo nel nel 638, anche gli arabi s’arrestarono d’innanzi alla basilica, «i musulmani radevano al suolo tutte le chiese ma rispettarono la basilica perché seppero che era dedicata alla “Beatissima Vergine Maria, madre del profeta Gesù”, come dice il Corano» (Gianfranco Ravasi).

 

In un modo o nell’ altro, nel corso dei secoli gli eserciti si sono misticamente sempre fermati davanti alla porta della pace di quella basilica e al mistero dell’incarnazione che in essa è celato.

Persino il sanguinario Saladino nel 1187 conquistava Gerusalemme ma davanti alla Natività il suo furore evaporò come la rugiada sui verdi prati accarezzati dai primi raggi d’aurora: finì per riaprirne persino il culto.

 

Le pietre di quella basilica sembrano impastate da una calce soprannaturale che come un imperativo categorico grida “Pace!!” ai cromosomi del cuore dell’uomo di ogni tempo e di ogni cultura.

 

«Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Così, li dove gli uomini non hanno saputo accogliere la Verità nata a Betlemme, non trovando pace,  le pietre di quella santa Basilica hanno davvero gridato fermando gli eserciti di tutti.

Un mistero infinitamente santo li….eclissa la falsa forza degli uomini e interroga tutti.

La Porta della Basilica della Natività a Betlemme:

è alta 1 metro e mezzo :”Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli


Eppure il messaggio di universalità e di ecumenismo che Betlemme cela in se stessa non è neppure così insondabile; Tutti possono conoscerlo, o almeno, assaggiarne la bellezza.

 

Se Betlemme in  ebraico significa Casa del Pane”, tuttavia la traduzione dall’arabo : بَيْتِ لَحْمٍ,[ Bayti Laḥmin] Bayt Laḥm, letteralmente significa “Casa della Carne”.

Li dove era avvenuta l’incarnazione il mondo arabo-musulmano avrebbe avuto, persino nel suo alfabeto, la chiave per accedere al mistero…

Sembra che l’origine di tale nome derivi dall’abbondanza di pecore e agnellini presenti anticamente in quei luoghi.

Se quindi Betlemme preconizzava nel lievito della parola dell’Antica Alleanza, fermentato dalla bimillenaria tradizione ebraica, il destino di Uno che si sarebbe fatto “Pane vivo disceso dal Cielo”, altrettanto misteriosamente l’alfabeto arabo avrebbe contenuto in se i germi carnali della Nuova Alleanza indicando che li è nato “l’agnello innocente”, che si sarebbe offerto per tutti gli uomini.

 Betlemme sarebbe stato quindi alfa: li il pane della parola di 1900 anni di giudaismo si sarebbe fatto Carne per sfamare il cuore dell’uomo nascendo appunto in una mangiatoia, ma avrebbe avuto in se anche il germe di quell’omega che a Gerusalemme sarebbe divenuto Carne nell’ultima cena.

 Gerusalemme invece sarebbe stato il compimento di tutto:avrebbe avuto in se i germi dell’inizio e della fine. L’alfa del Pane sarebbe divenuto Carne nell’ultima Cena e l’omega della Carne sarebbe ritornata Eucaristia il giorno successivo sulla Croce.

 E’ impressionante riflettere sul fatto che sia la lingua araba che l’ebraico appartengono allo stesso ceppo semitico come se in qualche modo a Betlemme “carne” e “pane” coincidano davvero.

Ma tentando di scendere in un mistero che appare sempre più insondabile, l’origine ebraica di quel nome è divenuto anche profezia di ciò che sarebbe stato il destino spirituale di parte di quel popolo, che non riconoscendo il miracolo di quell’ultima cena si sarebbe fermato ad un Gesu storico, ad un semplice pane che per loro rimase  tale anche dopo il giovedì santo.

Gesù sarebbe rimasto per gli ebrei il semplice figlio del carpentiere Giuseppe, nulla più di questo.

In modo altrettanto stupefacente  la Bayt Laḥm , la “Casa della Carne” per il mondo arabo, intrinsecamente preconizzava anche la scelta del mondo islamico di fare una valutazione di Gesù manifestamente umana, carnale, riconoscendogli il titolo di grande profeta, ma mai quella di Dio.

 

“Io sono il pane della vita disceso dal cielo… e il pane che darò è la mia carne per la vita del mondo”(Gv 6,48).

                                                                                                                                                                         Il Miracolo Euclanciano-miracolo.jpgaristico di Lanciano – La prova della Transustanziazione e della Resurrezione della carne:       Da 1300 anni l’Eucaristia si è fatta carne, per la scienza un cuore umano completo nella sua essenzialità.Nemmeno l’acciaio resiste 13 secoli senza l’ombra minima di alcun tipo di ossidazione ne corruzione


Solo la Christianitas avrebbe avuto al suo interno il germe soprannaturale di Luce per cogliere in quel semplice carpentiere della Giudea un Pane che nell’ultima cena e sul Calvario si sarebbe trasformato in Carne donata per tutti gli uomini.

Betlemme dunque diventa “Casa” per tutte e tre le Religioni monoteiste, nonostante che due di queste accettino solo un frammento, una scheggia di verità, orfana di una delle due metà.

Anche la Christianitas però avrebbe dovuto fare i conti con i venti dei  secolarismi che nel corso dei millenni avrebbero tentato di mutilare il messaggio di Betlemme.

Si legge nei libri di memorie della Grande Guerra che i soldati cattolici, prima di andare all’assalto con l’evidente rischio di morte ricevevano dai loro cappellani la comunione .

Al pari loro, i commilitoni protestanti strappavano le pagine delle loro Bibbie e  masticandole le inghiottivano : era l’unico modo che conoscessero per poter fare la comunione.

Quasi che, per colpa di sofismi di antichi teologi in rivolta, la Riforma avesse rubato al cuore dell’uomo il nutrimento divino di quell’Eucaristia che questi, in surrogati alternativi, avrebbe avidamente ricercato.

Ma all’affamato di Dio la carta non basta.

L’Eucaristia rappresenta il desiderio più profondo del cuore dell’uomo di nutrirsi dell’Amore da cui sente di provenire e a cui anela tornare.

Per tornare al mistero di quella mangiatoia da cui siamo partiti:

Betlemme oltre alle due origini di cui detto può avere anche altre etimologie che richiamano a culti di natura pagana.

Bayt era infatti un antico santuario dedicato alla divinità femminile siriaca Lehem.

Quella che è la Casa per le religioni monoteiste diventa dunque un santuario per il mondo pagano.

Tuttavia anche questo significato intrinsecamente presente in questo nome sarebbe stato misteriosamente  significato dal Pane eucaristico donatoci da Gesù:

il Corpo del Signore sarebbe diventato infatti il tempio nel quale sarebbe stato riscattato ogni uomo,di ogni luogo e ogni tempo, cristiano o ebreo che fosse, monoteista o politeista.

Le braccia spalancate di quell’Uomo appeso a quella Croce venerdì  7 Aprile dell’anno 30 davvero abbracciavano proprio tutti e come la stella vista dai Magi congiungevano adesso (nella dialettica opposta) la terra con il Cielo.

 

 

Leonardo

Betlemme,la casa del pane, della carne, ma per tutti della Paceultima modifica: 2013-01-20T17:22:00+01:00da gerbertus
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento